La Borsa è stata istituita dalla famiglia Lazzaro per onorare la memoria di Giuseppe Lazzaro (docente di latino e greco e preside del liceo “F. De Sanctis” tra gli anni Settanta e la fine degli anni Novanta) e di sua moglie Annamaria Ferrara (docente di matematica e scienze).
- BORSA PER MERITO SCOLASTICO di € 250 assegnata allo studente che negli ultimi tre anni del corso di studi del liceo classico abbia conseguito il più alto profitto scolastico nelle materie latino e greco;
- BORSA PER CAPACITÀ CREATIVA di € 300 (primo classificato) e di € 200 (secondo classificato) assegnata al primo e al secondo classificato al concorso che prevede la produzione di un lavoro creativo sul tema di cultura classica definito annualmente da una commissione formata da docenti dell’Istituto.
TEMA CONCORSO PER “BORSA CREATIVA” PER L’ANNO SCOLASTICO 2025-2026
In un tempo in cui l’immagine legata alla comunicazione digitale occupa nella nostra vita uno spazio sempre più centrale, diventa importante o addirittura urgente interrogarsi sul significato dell’autenticità, sul valore della consapevolezza personale e sul nostro personale dialogo tra interiorità e ruolo pubblico. Partendo da questa riflessione, e facendo riferimento ad uno o più spunti che puoi/potete trovare nella traccia di lavoro riportata di seguito, elabora/elaborate in forma di saggio, testo argomentativo, prodotto multimediale, prodotto pittorico, video o musicale il tuo/vostro lavoro creativo sul tema.
TRACCIA DI LAVORO
IO SONO O SEMBRO? IL PROBLEMA DELL’IDENTITA’ NELL’EPOCA DELLA RAPPRESENTAZIONE PERMANENTE.
Oggi viviamo in un’epoca in cui la proiezione pubblica del sé sembra aver superato l’essenza stessa dell’individuo. Ma questa scissione non è un’invenzione del web. Il termine latino “persona” indicava originariamente la maschera teatrale, l’artificio necessario per interpretare un ruolo sulla scena sociale. Seneca, nelle sue Lettere a Lucilio, ci avvertiva già della fatica di chi deve “recitare” costantemente una parte per soddisfare le aspettative della turba. In Grecia, questa stessa tensione si risolveva nel teatro tragico, dove la maschera permetteva l’esplorazione di verità universali attraverso la finzione scenica. Trasferendo questa riflessione alla nostra attualità, possiamo concludere che spesso ci troviamo di fronte alla “tirannia del profilo”. Se per gli antichi la maschera era uno strumento rituale o sociale ben definito, oggi l’algoritmo ci impone una maschera permanente: quella della perfezione, del successo o dell’appartenenza a una bolla ideologica. Il rischio di oggi è lo stesso paventato dai filosofi stoici: perdere il contatto con il proprio “io”, con la propria interiorità per inseguire un’immagine che non ci appartiene, trasformando la vita in una perenne rappresentazione scenica senza fine
Termine di presentazione del lavoro: 31 marzo 2026
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