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Elena o il sogno del doppio

Salerno Letteratura Festival, 15 giugno 2025

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da Sapc040008-psc

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Il testo è un libero adattamento dell’Elena di Euripide, di cui propone un’interpretazione originale, in chiave psicologica, senza d’altra parte rinunciare ad assecondare e spesso ad amplificare gli sconfinamenti nel comico presenti nel dramma euripideo. Infatti, se per il tragediografo ateniese sono gli dei ad aver plasmato un simulacro di Elena per ingannare Paride, qui è Elena stessa ad aver creato il suo “doppio”, come proiezione schizoide di un suo desiderio di purezza e integrità, come riparo dall’insostenibile angoscia d’aver procurato tante sciagure e, infine, come utopia di superamento del dramma dell’aut aut, la scelta che impone di morire a una parte di sé. Così, attraverso la creazione di un alter ego, la protagonista dispiega le opposte tensioni della propria vita interiore, risolvendone le inevitabili contraddizioni. La complessa affettività di Elena, che già Omero ci fa sentire divisa tra una prorompente sensualità e lo struggente rimpianto di una vita coniugale normale, è dunque ciò che questo lavoro si propone di far risaltare – sia pure attraverso l’uso di un registro leggero, quasi cabarettistico -, restituendo al personaggio una sua unità e coesione interna, fondata proprio, paradossalmente, sul suo sdoppiamento, ovvero sulla coerenza con la sostanziale irriducibilità dell’individuo a una sola identità. Dello sdoppiamento di Elena è possibile cogliere indizi in tutta la rappresentazione, ma sono soprattutto le battute irriverenti e rivelatrici delle “comari” (il coro) – gli unici personaggi esterni al “sogno” della protagonista e saldamente ancorati al piano della realtà – a fornire da subito allo spettatore la chiave di lettura appropriata. Questa diventerà comunque pienamente esplicita nell’epilogo, quando Elena si congederà con affettuosa gratitudine dagli altri personaggi della vicenda, rivelatisi finalmente agli spettatori come vuoti fantocci nati dalla sua fantasia.

Elena o il sogno del doppio

Traduzione e libero adattamento dell’Elena di Euripide
a cura di Anna Rotunno e dell’Officina del Dramma Antico
(compagnia di allievi ed ex allievi del Liceo F. De Sanctis di Salerno)

Interpreti

Ludovica Pecoraro Scanio (ELENA) Giuseppe Maisto (MENELAO), Stefano Malfeo (TEUCRO), Aurora Trapanese (VECCHIA), Nunzio Brancaccio (NUNZIO), Valentina Longobardi (TEONOE), Elena Cifelli (“COMARE”; ECO, apprendista di Teonoe) Davide Caravano (TEOCLIMENO), Marco Leone (SERVO), Peppe Natella (CASTORE), G. Alexandros Mazzarella (POLLUCE), Costanza Gigante (“COMARE”), Valeria Falcone (“COMARE”; SERVA) Maddalena Vincensi (“COMARE”).

Scenografia

Eleonora Danza, Marta Russomando

Regia

Anna Rotunno

Aiuto regia

Emma Foglia

 

Prof. Gennaro Casillo – Università Suor Orsola Benincasa

Elena o il sogno del doppio